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colonna [co-lón-na] nome femm. (plur. colonne) [etimologia: dal latino columna(m)]. [1] Elemento architettonico verticale, a sezione per lo più circolare e composto di base, fusto e capitello, che serve per sostenere, ma anche per decorare:  colonna di pietra, di marmo, di travertino; le colonne di un tempio, di un palazzo, di un portico. Può essere anche isolata, posta come monumento in una piazza o altro luogo pubblico:  Colonna Traiana. || Colonne d’Ercole: i monti Abila e Calpe, ai lati dello stretto di Gibilterra, dove Ercole, secondo la leggenda, fissò i limiti oltre i quali nessun navigante sarebbe dovuto andare. In senso figurato, i limiti invalicabili:  le colonne d’Ercole dell’arte, della scienza, della politica. [2] Sostegno, aiuto materiale o morale:  il figlio maggiore è la colonna della famiglia.  [3] a. Nome generico di tubi o recipienti per lo più di forma cilindrica e disposti verticalmente, destinati a contenere o a dare passaggio a sostanze varie:  colonna montante. b. Anche, le sostanze che vi si trovano o che li attraversano:  colonna d’acqua, d’aria; colonna di mercurio, nei barometri, termometri. [4] Fila di persone o veicoli, di solito in movimento:  una colonna di automobili; procedere in colonna; una colonna di soldati, di mezzi militari; procedere, disporsi, mettersi in colonna. [5] a. Ciascuna delle divisioni verticali della pagina scritta, per lo più di un giornale:  un articolo su quattro colonne. b. serie di parole o di numeri scritti l’uno sotto l’altro:  scrivere (o mettere) in colonna. || colonna sonora: la musica che accompagna un film, un tempo registrata sulla parte laterale della pellicola, oggi sostituita da una parte digitalizzata; più in generale, la musica di un film:  le colonne sonore scritte da Ennio Morricone sono bellissime. [7] In anatomia, organo di forma più o meno cilindrica o allungata:  colonna vertebrale (detta anche spina dorsale, o rachide).