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comunismo [co-mu-nì-smo] nome masch. (plur. comunismi) [etimologia: dal francese communisme]. [1] Teoria politica, economica e sociale nata con lo scopo di creare una società in cui non esista più la proprietà privata e i mezzi di produzione e i beni appartengano a tutti:  nel Manifesto del Partito comunista (1848), Marx ed Engels sostenevano che i comunisti avrebbero dovuto rappresentare l’interesse del movimento dei lavoratori e che la lotta rivoluzionaria avrebbe avuto un carattere internazionale: il comunismo doveva realizzare la sua rivoluzione attraverso una dittatura del proletariato, basata sulla democrazia diretta;  dopo la Prima Guerra Mondiale, i partiti comunisti si opposero a quelli socialdemocratici e socialisti accusati di “tradire” lo scopo rivoluzionario del comunismo. [2] L’attuazione di questa dottrina e il regime che ne deriva. Nella teoria marxista, il comunismo rappresenta la fase che segue quella socialista. Mentre nel socialismo a ciascuno viene dato a seconda del suo lavoro, nel comunismo ciascuno ottiene a seconda dei propri bisogni; inoltre non dovrebbero esistere più conflitti sociali e dovrebbe terminare la lotta di potere dell’uomo sull’uomo:  il comunismo nell’Unione Sovietica si ebbe dopo la rivoluzione dell’ottobre 1917;  dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, in Italia molti proprietari terrieri e molti industriali sostennero i fascisti per paura del comunismo.